venerdì 13 gennaio 2012

I dermatologi italiani: ''Abolite i filler, sono pericolosi''


I dermatologi italiani: ''Abolite i filler, sono pericolosi''

Sotto accusa quelli permanenti, possono causare granulomi e cicatrici.

I filler sono pericolosi, e vanno banditi. Dopo l’allarme partito in Gran Bretagna sulle iniezioni antirughe, anche l’Isplad, (Società Internazionale di Dermatologia Plastica e Rigenerativa) e l’Adoi (Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani), lanciano l’allerta in Italia.
Le due associazioni mediche chiedono che venga vietato l’uso di filler permanenti contenenti acrilati e metacrilati, come già succede da anni per il silicone liquido iniettabile.
 

Granulomi e rigonfiamenti pericolosi

La differenza tra queste sostanze (i filler sono materiali che vengono iniettati nella pelle per riempire e sollevare le rughe), e i filler assorbibili come l’acido ialuronico e il collagene, è che mentre questi ultimi possono venire “digeriti” dall’organismo, i secondi non sono riassorbibili, e col tempo possono dare luogo a granulomi che si manifestano con rigonfiamenti anomali delle zone trattate, nodosità, raccolte purulente, e in alcuni casi ulcerazioni (nella foto a sinistra un tipico effetto anomalo del filler permanente).
 

"Le vittime nei nostri studi ogni giorno"

“I dermatologi italiani da molti anni, in numerosi convegni e attraverso i media, denunciano la pericolosità dei filler permanenti e dei metacrilati”, dice il noto dermatologo Antonino Di Pietro, presidente e fondatore dell’Isplad. “Ogni giorno”, prosegue, “osserviamo visi deturpati da sostanze usate per riempire le rughe che non si possono più riassorbire. I metacrilati sono sostanze che la pelle e i tessuti non sono in grado di metabolizzare e smaltire per cui si comportano da corpi estranei dando luogo, nel tempo, a crisi di rigetto: il viso e le labbra si gonfiano, si creano dei noduli pieni di pus, si ulcerano e possono lasciare cicatrici”.

Problemi psicologici

Rincara la dose Patrizio Sedona, membro del consiglio direttivo ADOI: “Quasi sempre al danno fisico si associano grossi problemi psicologici che compromettono seriamente la salute generale del paziente e non solo l’aspetto estetico”.

Due anni fa l'appello analogo dei chirurghi plastici

Un paio di anni fa fu la Sicpre, la Società italia di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, aveva lanciao un appello analogo, spiegando che anche dopo dieci anni dall'iniezione le sostanze inoculate con i filler potevano arrecare gravi danni alla salute. La loro richiesta fu indirizzata allora al ministero della Salute, ma rimase inascoltata.

martedì 10 gennaio 2012

Chirurgia estetica: boom di reazioni avverse


SALUTE

Chirurgia estetica: boom di reazioni avverse

Negli ultimi cinque anni aumentate del 70% le richieste di correzione.

Sono in costante crescita le reazioni avverse alle terapie estetiche. Secondo i dati dell'Osservatorio Dermoplastico Isplad (Società internazionale di dermatologia plastica-rigeneratica e oncologica), negli ultimi cinque anni sono aumentate del 70% le richieste di correzione degli esiti di precedenti interventi estetici, settore all'attenzione della cronaca dopo la vicenda di un altro materiale, quello per le protesi al seno Pip.
GEL PERICOLOSI. Antonino Di Pietro, dermatologo e presidente Isplad ha affermato che «di queste, il 10% è dato da granulomi, capaci di manifestare gonfiore o secrezione di pus che, però, fortunatamente guariscono, lasciando solo a volte qualche cicatrice». Il presidente Isplad ha spiegato che «a causarli sono i filler, al primo posto nelle terapie antiaging, che sono rappresentati principalmente da materiali sotto forma di gel, iniettati per sollevare o riempire le rughe del viso. Tra questi il più diffuso è l'acido ialuronico, che di per se stesso è sicuro e ben tollerato, perchè biocompatibile ma, per aumentare la durata dei risultati può essere trattato con additivi».
CONSERVARE L'ETICHETTA PER ACCERTARSI DELLA PROVENIENZA. Di solito sono proprio queste sostanze chiamate reticolanti (come il gluteraldeide e il Bdde, un agente chimico chimico cross-linkante) che danno luogo a intolleranze e reazioni allergiche. «Quando ci si rivolge al medico per un filler occorre sempre verificare che si tratti di acido ialuronico puro» ha affermato lo specialista. «Sarebbe meglio anche farsi consegnare l'etichetta della fiala, che riporta la data di scadenza e il numero del lotto, così, in caso di problemi, si ha la possibilità di conoscere esattamente la provenienza del prodotto».
PERICOLO ANCHE A DISTANZA DI ANNI. Un'altra causa di rigonfiamenti anomali può essere l'utilizzo di filler permanenti. «Se da una parte alcune sostanze come il silicone liquido sono vietate da anni, altre, quali il metacrilato, sono ancora permesse in tutto il mondo» ha aggiunto Di Pietro. «Senza contare che la reazione avversa può verificarsi anche a distanza di anni: a volte si manifesta dopo aver iniettato acido ialuronico in una zona che non si sapeva essere trattata in precedenza con materiale non riassorbibile. Possono scatenarsi reazioni abnormi che necessitano l'intervento chirurgico» ha confermato il dermatologo.
VITTIME DEL SILICONE ANCHE TRA I VIP. I personaggi dello spettacolo lo sanno bene. da Isabelle Adjani, a Cortney Cox, fino a Meg Ryan, sono diverse le vittime del silicone (iniettato anche in dosi massicce e, quindi, ancora più difficile da asportare) che si sono trovate con il viso deturpato. Non a caso ha fatto subito parlare di sè la Lega britannica anti-chirurgia fondata qualche mese fa dall'attrice Kate Winslet (tra le aderenti anche Rachel Weitz e Emma Thompson) in difesa della bellezza naturale e contro tutti i ritocchi che tolgono espressività al viso, dote fondamentale per un attore. Anche se non è facile convincere il mondo di Hollywood, da sempre sostenitore del ritocco a oltranza.
Giovedì, 29 Dicembre 2011

venerdì 6 gennaio 2012

Filler riempitivi ad alto rischio per la salute anche in Italia


Filler riempitivi ad alto rischio per la salute anche in Italia, Il ministero della Salute intende potenziare la vigilanza sull’utilizzo di tali sostanze

Dalla Gran Bretagna parte il segnale di pericolo per i trattamenti effettuati con iniezioni di botulino o di filler biologici e sintetici, fatte per attenuare inestetismi del viso, rughe, solchi della pelle o aumentare zigomi mento e labbra.
Sull’onda dei timori legati all’utilizzo di protesi al seno con silicone francese ritenuto cancerogeno, scoppia il caso delle iniezioni anti-età nel Regno Unito dove vengono venduti 160 tipi diversi di filler senza alcun controllo di qualità da parte delle autorità competenti sia sulla qualità del prodotto, sia sulla competenza di chi pratica le iniezioni di queste sostanze.
Per capire meglio l’enormità e la gravità dei rischi legati ai trattamenti anti-età eseguiti con sostanze non testate qualitativamente, si pensi che negli Stati Uniti la Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha approvato solo 6 filler.
In Gran Bretagna si praticano centinaia di migliaia di iniezioni anti-età senza alcuna regolamentazione del settore della chirurgia plastica, così come rivela il Times da fonti del ministero della Sanità. Non essendo richiesta alcuna preparazione medica specifica per tale attività, pur trattandosi di sostanze iniettate nella pelle, le conseguenze potrebbero essere estremamente pericolose; un mercato privo di regole, dove è possibile comprare i filler nei supermercati o anche online, comporta un duplice rischio: da un lato la possibilità di acquistare un prodotto scadente e dall’altro i rischi legati all’incompetenza di chi effettua il trattamento che, paradossalmente, può essere eseguito anche “da soli” o con l’aiuto diestetiste che hanno fatto un addestramento alla pratica di poche ore.
Ma cosa sono i filler? Esistono due tipi di filler quelli biologici e quelli sintetici.
- I primi sono praticamente quelli di superficie composti da molecole naturali come il collagene bovino, l’acido ialuronico, il collagene autoloco ecc.
- Quelli sintetici rimangono nella pelle in modo permanente oppure hanno un riassorbimento molto lento, il loro effetto può durare anche 2 anni.
I filler possono essere acquistati e venduti liberamente, invece il botulino è considerato una medicina e, in quanto tale, esiste l’obbligo della prescrizione di un medico, pur non essendovi alcun obbligo che sia un medico a iniettarlo.
Sally Taber, direttrice dell’Independent Healthcare Advisory Services, un’associazione che rappresenta il settore della chirurgia estetica, ha dichiarato che la mancanza di norme è “assolutamente inappropriata” aggiungendo che: “Se non affronteremo questo problema i filler saranno il prossimo disastro. La prossima volta ci sarà un paziente con un filler pericoloso arrivato dalla Cina e ci chiederemo come abbiamo fatto a permettere che una cosa del genere accadesse. Dobbiamo lavorare insieme per eliminare queste pratiche spaventose”.
Poiché gli effetti di alcuni filler sono permanenti, qualora dovessero sopraggiungere dei problemi dopo l’intervento, anche il danno risulterà permanente. Sono ormai centinaia i casi di danni a donne, spesso inconsapevoli del prodotto che si sta utilizzando, così come dichiara Fazel Fatah presidente dell’associazione britannica dei chirurghi plastici. Egli denuncia, inoltre, che a fronte di un settore pubblico formato da chirurghi plastici per i quali è richiesta una pratica di 6 anni, per i privati non vige alcuna regola. E’ sufficiente essere medici per praticare interventi chirurgici estetici e, considerando gli alti guadagni che ne derivano, potrebbe accadere che si vada da un dentista non per curarsi una carie, ma per avere una nuova protesi al seno, come fa notare lo stesso Fatah.
E in Italia?
In Italia vengono utilizzate circa 137 sostanze e vengono iniettate prevalentemente da personale medico, anche senza una specializzazione. Spesso, infatti ci ritroviamo di fronte al medico neo laureato e privo di specializzazione  che per “arrotondare” si improvvisa a queste pratiche cosiddette di “medicina estetica”.
I chirurghi hanno sottolineato l’eccessivo numero di filler autorizzati sul mercato e chiedendo piu’ verifiche.
Il ministero della Salute intende potenziare la vigilanza sull’utilizzo di filler ‘riempitivi’ e la diffusione di informazioni in tutte le strutture sanitarie.
Si consiglia, pertanto, di affidarsi solo a personale medico specializzato (preferibilmente chirurghi plastici) e con esperienza comprovata, ed inoltre, cosa da non dimenticare mai è richiedere al medico che esegue i trattamenti i tagliandi di tracciabilità del prodotto (prima di farseli iniettare) e di conservarli.
Molti prodotti iniettabili pericolosi possono essere acquistati anche attraverso internet e questo accade sempre più spesso anche in Italia. Quindi questo problema non rimane confinato solo nel Regno Unito!

giovedì 5 gennaio 2012

L’80% degli uomini italiani non ama il seno rifatto


L’80% degli uomini italiani non ama il seno rifatto

Nonostante moltissime ragazze e donne pensino che un ritocchino al seno le rendera’ piu’ sexy, un sondaggio – commissionato dalla clinica Villa Borghese Institute di Roma su un campione di 100 uomini dai 25 ai 60 anni – ha rivelato che gli uomini non vanno pazzi per il seno al silicone: un 37%, davanti a un seno più grande grazie alla chirurgia, rimane indifferente, il 31% si dichiara nettamente contrario alla chirurgia estetica al femminile e un 9% preferisce un seno piccolo piuttosto che un seno grosso, in generale. Il 79% afferma che non chiederebbe mai alla propria compagna di ricorrere al bisturi per motivi meramente estetici e la quasi totalita’ e’ contraria ai                            “ritocchi” sulle ragazze minorenni.

Regalo alla figlia di 7 anni: 8.500 euro per la liposuzione


Regalo alla figlia di 7 anni: 8.500 euro per la liposuzione

Una madre ha messo sotto l'albero di Natale un buono per un intervento di chirurgia estetica ai glutei. Ma lo potrà usare a 16 anni

Regalo alla figlia di 7 anni: 8.500 euro per la liposuzione
liberoquotidiano.it
«Mamma, mamma, Babbo Natale cosa mi ha portato sotto l’albero?». «Un bel buono per la liposuzione, cara». Una madre ha regalato alla figlia di 7 anni 8500 euro per la liposuzione. L’ultima follia arriva dall’Inghilterra e vede una certa Sarah Burge, chiamata dai tabloid d’ltremanica, la Barbie umana, per i cento interventi di chirurgia estetica a cui si è sottoposta, regalare per il santo Natale un buono da 8.500 euro che la bambina potrà spendere, non prima dei 16 anni per la liposuzione. La signora Burge ha speso oltre 600.000 euro per modificare il suo aspetto fisico e ha trasmesso la sua passione per il bisturi e per le forme prorompenti alla piccola Poppy che ha confessato al Daily Mail di voler assomigliare in tutto e per tutto a sua madre e che il suo più grande desiderio è avere presto  «un seno grande». E così la mamma cinquantunenne, che gestisce un’azienda di chirurgia plastica, mentre durante il tempo libero scrive romanzi erotici, ha pensato bene di non deluderla. Intanto alle sorelle  di Poppy fa fare regolarmente  iniezioni di botulino al seno.   Che dire: gli esseri umani non finiranno mai di stupirci. E poi siamo così sicuri (e pessimisti) che a 16 anni la fanciulla avrà bisogno di liposuzione?

martedì 3 gennaio 2012

Londra, filler anti-età prossimo scandalo

Salute: esperti Londra, filler anti-eta' saranno prossimo scandalo


LONDRA- Un'altro scandalo sta per coinvolgere l'industria della chirurgia estetica. Sembra infatti che, dopo quello scoppiato in Francia per le protesi mammarie Pip, stia arrivando dall'Inghilterra e riguarderà i filler riempitivi per le rughe. Lo annuncia l'autorevole "The Times", citando esperti del settore che denunciano un grave vuoto legislativo che ha consentito alle 160 sostanze riempitive con certificato britannico di essere acquistate da chiunque, lasciando cosi i pazienti a rischio di prodotti e procedure di cattiva qualità. Negli Usa, invece, i filler vengono controllati dalla Fda(Food and Drug Administration) e soltanto sei prodotti hanno ottenuto il via libera alla vendita.  I funzionari del Dipartimento della Salute hanno ammesso che i "controlli sul settore della chirurgia estetica sono stati troppo lassisti e che servono nuove regole". E la revisione gia' avviata per le pazienti con le protesi difettose, si legge, verra' allargata all'intero settore.

Liposuzione, ricera U.S.A: dopo un anno il grasso ritorna


Liposuzione, ricera U.S.A: dopo un anno il grasso ritorna

(03 Gennaio 2012) ROMA – Dopo qualche caloria in più assunta durante le feste natalizie la parola d’ordine è “ritornare in linea”. Diete, palestra, pillole dimagranti, piani alimentari fai da te: ogni soluzione è buona pur di perdere qualche chilo. I più pigri o i casi più disperati, spesso dopo difficili gravidanze o casi di sovrappeso resistente, si possono rivolgere alla chirurgia estetica: dall’addominoplastica alla liposuzione. Una ricerca americana però smentisce gli effetti miracolosi di questi interventi: pare che dopo un anno il grasso ritorna in altre parti del corpo.
liposuzione_grasso_ritorna
La liposuzione è una procedura chirurgica che attraverso particolari tecniche aspira il grasso in eccesso in punti specifici del corpo come l’addome, i fianchi, le cosce e i glutei. Questa tecnica in realtà non riduce il peso corporeo bensì il numero delle cellule adipose di alcune zone più resistenti al dimagrimento.
L’intervento è indicato perché chi ha già una pelle tonica ed elastica affinché si adatti meglio al rimodellamento delle zone tratte. Sicuramente la liposuzione appare come la soluzione migliore per eliminare le “curve fastidiose” senza troppi sforzi.
I risultati di un recente studio condotto dai ricercatori Teri L. Hernandez e Robert H. Eckel dell’Università del Colorado non danno però buone notizie per chi usufruisce di questa tecnica chirurgica: il grasso aspirato entro un anno ricompare in nuove zone del corpo. La ricerca, pubblicata sulla rivista Obesity, è stata condotta su 32 trentenni: 14 donne del campione esaminato sono state sottoposte a un trattamento di liposuzione ai fianchi in seguito al quale hanno perso circa il 2,1% di grasso.
A un anno di distanza le cellule adipose eliminate sono ricomparse in altre parti del corpo: attorno alle spalle, alle braccia e alla parte superiore dell’addome.
«Il fatto che il grasso è tornato è di grande interesse per noi scienziati. Esso supporta l’idea che i livelli di grasso corporeo sono strettamente regolati da meccanismi che dobbiamo ancora scoprire», ha dichiarato Eckel.
Ciò che hanno voluto rilevare i ricercatori è che ricorrere alla liposuzione non è una soluzione per perdere peso ma solo un modo per rimodellare il corpo laddove le predisposizioni di base sono già ottimali: non eccessivo sovrappeso, nessuna malattia o patologia, pelle elastica e tonica. Secondo Fiorella Donati, docente di Chirurgia Plastica Endoscopica all’Università degli Studi di Milano, scegliere il bisturi come soluzione non equivale a fare una magia:
«Questo studio dimostra che la liposuzione deve essere effettuata solo nei casi di grasso localizzato e strutturale, non quando si tratta di chili di troppo dovuti a un’alimentazione scorretta. L’intervento, quindi, è definitivo nel punto in cui viene praticato, quello che conta è seguire una dieta equilibrata nel periodo seguente, per evitare che si riformi in altre parti del corpo».
È risaputo che uno dei maggiori crucci delle donne sono gli inestetismi e la cellulite: a pochi giorni dalle passate feste uno dei regali più richiesti ogni anno è quello di avere la possibilità di effettuare una liposuzione nel 27% dei casi per ragazze tra i 15 e 20 anni e nel 42% dei casi per le signore che hanno superato i 50 anni. Un dono non certo economico poiché in Italia i costi per questo tipo di trattamento estetico si aggirano tra i 2.000 e i 6.000 euro.
Se la spesa non vale l’impresa e dopo pochi mesi ci si ritrova il grasso costato così tanto, meglio ritrovare la forma con un piccolo sforzo nel seguire una corretta alimentazione e facendo un po’ di attività fisica: anche solo una passeggiata quotidiana.
Eleana Martiradonna